Francesco De Robertis, tra innovazione e valore

A cura di LM - Licensing Magazine


Francesco De Robertis, imprenditore noto per la sua grande esperienza nell'Industry del licensing e del retail, è da poco diventato direttore generale di Fashions-UK, per l'Italia e la Spagna.

LM lo ha intervistato per conoscere i dettagli del suo ritorno nel mondo del licensing e gli obiettivi per il futuro.


Circa un anno fa hai lasciato il mondo del licensing, dopo aver ricoperto il ruolo di Vice President Sales and marketing Europa di Sun City. Oggi ti ridiamo di nuovo il benvenuto come direttore generale Fashion-UK per l'Italia e la Spagna. Vuoi raccontarci quale è stato il tuo percorso nel frattempo e parlarci del perché sei tornato?

Ho vissuto in maniera molto concitata questi ultimi mesi: alcune persone mi hanno motivato fortissimamente per tornare in questo settore, dove portare anche le esperienze maturate nell'ultimo anno. Ho accettato questa nuova difficile sfida soprattutto grazie all'entusiasmo di molti giovani imprenditori e alla risoluzione di servirsi del filtro del web per i nostri affari. Nel 2020 ho fondato l'azienda We-together, che ora curerà lo sviluppo commerciale, marketing e digitale di Fashions-UK Italia. L'impresa è nata con l'obiettivo di digitalizzare i canali principali del mercato italiano, come la vendita all'ingrosso, dove nessun player ha un sito internet o un indirizzo email. Forniamo una modalità nuova di vendita del prodotto, con uno sdoppiamento digitale affiancato al consueto canale fisico. Carichiamo in back office gli articoli, occupandoci poi di promuoverli e raccogliere le vendite; così il cliente dovrà soltanto impacchettare gli ordini e spedirli. Il pagamento anticipato sul web permette inoltre di ottimizzare i guadagni, riducendo i tempi di incasso e velocizzando il fatturato. Rispetto ai nostri competitor vogliamo quindi offrire non solo prodotti più belli, ma anche un servizio migliore.

Effettivamente è un approccio particolare e innovativo, che per ora state applicando sul mercato italiano, ma magari Fashions-UK potrebbe decidere di volerlo pure per l'estero. So che vi occuperete anche della Spagna, in che modo ci lavorerete da qui?

In Spagna ci muoveremo in maniera un po' diversa rispetto all'Italia. Su suggerimento di alcuni licensor si è preferito nominare un direttore generale per gestire la Spagna. Non avremo al momento un approccio diretto come in Italia, dove partiamo con una squadra di 12-14 persone, tra responsabili delle vendite, agenti di commercio e back-office. Per l'estero non abbiamo ancora queste risorse umane, così per la Spagna abbiamo preso il nostro miglior partner e abbiamo lavorato con lui su una riorganizzazione interna, trasformandolo nel nostro distributore esclusivo. Ci lanceremo sul territorio tramite quest'azienda, che prevediamo di acquistare e di far diventare Fashions-UK Spagna.



Parliamo di licenze: Fashions-UK è uno dei principali licenziatari a livello europeo, ed ha un ricco portfolio gaming. Ci saranno delle novità importanti sulle prossime collezioni, tu ce le puoi già accennare?

Fashions-UK guarda la mondo delle licenze a livello globale. In Europa ultimamente, soprattutto al sud c'è molta focalizzazione sul target prescolare con properties che arrivano dai canali di YouTube e dai cartoon che più suscitano l'interesse dei bambini. Abbiamo però riscontrato che oggi i bambini hanno molta scelta e si annoiano facilmente delle properties. Nel settore tessile, alcune che sono molto forti a livello di audience risultano scarse come fashionability, altre invece che hanno un livello medio di ascolto hanno fortissimi riscontri per l'apparel. Ritengo quindi l'approccio prescolare poco stabile, perché il bambino cerca in tutti i modi di avere un prodotto, ma sono i genitori a scegliere. E quando una property non è più di assoluta tendenza, i genitori smettono di acquistare creando brusche interruzioni di mercato. Fashions-UK per questo adotta un approccio più ampio pianificando prodotti anche per adulti e teenager. In questo nuovo contesto trionfa la tendenza gaming. Fra le nuove licenze acquisite in esclusiva a livello europeo, che saranno articolate in diverse categorie di prodotto, ci saranno Xbox e l'acclamata Minecraft che ha venduto 200 milioni di unità nel mondo. Con Minecraft abbiamo colmato un grande vuoto nel portafoglio del gaming di Fashions-UK, che è ora completo di tutte le properties più note. Abbiamo poi un centinaio di licenze classiche provenienti dai cartoon su cui continuare a lavorare, fra cui quelle Disney.

Sappiamo che alcune licenze funziona molto bene sul mercato estero, altre performano maggiormente su un territorio peculiare come quello italiano. Da questo punto di vista come si porrà Fashions-UK rispetto alle licenze che in Italia sono più performanti, e verso i licensor e le agenzie di licensing italiane?

Fashions-UK guarda al mercato europeo in un modo unico, con un approccio etico e un'attenzione reale al singolo territorio. Osservando i competitors, ho notate che spesso compravano licenze in un paese con il solo scopo di venderle facilmente in un altro, sfruttando gli accordi commerciali attivi attualmente per le frontiere commerciali in Europa. Nel momento in cui Fashions-UK ha deciso di aprire questa filiale italiana mi ha mandato un budget di acquisizione di licenze dedicato al territorio italiano. C'è stata una grande accoglienza da parte di tutti i licensor del nostro paese, che mi hanno confermato la loro disponibilità a lavorare insieme; ci vedono come leader potenziali per il mercato italiano, portatori di capacità e forze che finora mancavano. Siamo al lavoro in questo senso, stanno arrivando ad esempio in Europa un paio di properties che hanno trionfato negli Stati Uniti.

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